Detrazione figli a carico: come deve essere ripartita tra i coniugi nella dichiarazione dei redditi?
- 18 Luglio 2022
- Posted by: 50&PiùCAF
- Categoria: Quesito fiscale

DOMANDA
Buongiorno, vorrei sapere se è corretto che nella mia CU non abbia segnato né il coniuge né i due figli, mentre mio marito nel suo CU ha segnato sia me (non a carico) sia i nostri due figli (100% a carico). In sede di compilazione del 730 il commercialista mette poi i figli a carico 50% a me e 50% a mio marito.
Io sono comunque in regola se nella mia CU non risulta coniuge e figli? Spero di essere stata chiara, grazie per un gentile riscontro.
Cordiali saluti
RISPOSTA
Gentile lettrice,
in via generale la detrazione per i figli a carico va ripartita nella misura del 50% ciascuno.
Questa regola può essere derogata nel caso in cui i genitori si accordino per attribuire l’intera detrazione a quello dei due che possiede il reddito complessivo con ammontare più elevato.
Qualora il contribuente abbia comunicato al proprio datore di lavoro la percentuale di spettanza delle detrazioni per i figli a carico e in fase di elaborazione della dichiarazione dei redditi annuale riscontra di aver beneficiato di detrazioni superiori a quelle spettanti, potrà regolarizzare la propria posizione attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi e l’indicazione, nel Prospetto dei Familiari a carico, dell’esatta percentuale.
Tornando al suo quesito potrete compilare le vostre rispettive dichiarazioni dei redditi indicando l’esatta percentuale di detrazione spettante per i figli e gli altri eventuali familiari fiscalmente a carico, senza incorrere in alcuna sanzione. Di conseguenza se l’errore è nel modello CU di suo marito sarà solo quest’ultimo a dover correggere la percentuale nel Prospetto Familiari a carico della propria dichiarazione.
Cosa c’è da sapere sulla detrazione per figli a carico
Vengono considerati fiscalmente a carico i figli in possesso di redditi propri non superiori ad un determinato ammontare, attualmente fissato in 2.840,51 euro, al lordo degli oneri deducibili (dal 2019, il limite è elevato a 4.000 euro per i figli di età non superiore a 24 anni).
Con l’entrata in vigore dell’Assegno Unico e Universale (AUU), istituito dal decreto legislativo n. 230/2021, dal 1° marzo 2022 il sostituto non può più riconoscere le detrazioni per i figli a carico di età inferiore ai 21 anni, in quanto sostituite dal citato assegno.
Anche se non si percepiranno più le detrazioni in busta paga, tuttavia, continuano a spettare le detrazioni e le deduzioni previste per oneri e spese sostenute nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico.
Gli esperti di 50&PiùCaf che rispondono alle vostre domande sono:
Marco Chiudioni, Stefania De Agrò, Ada Martino, Romeo Melucci, Giuseppe Russo.
Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana.
Il QUESITO della settimana
Potrebbe interessarti anche
-
Imu: proprietario non residente chi paga?
Ai fini IMU è richiesto il duplice requisito della dimora abituale e della residenza anagrafica nell’immobile per il quale si invocano le agevolazioni.
14 Maggio 2019 -
Detrazione figlio a carico: se al datore di lavoro non è stata data alcuna comunicazione, come fare con il 730?
La detrazione figlio a carico spetta per intero ad uno solo dei genitori quando l’altro genitore è fiscalmente a carico del primo e nei seguenti altri casi.
4 Maggio 2020